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Ritrovamenti di epoca romana fanno pensare che già allora ci fosse un insediamento. In alcuni antichi documenti si parla di Torrevecchia Pia come risalente all'epoca medievale quando questa zona, detta "luogo della discordia", perchè punto strategico tra le potenze comunali vicine di Pavia, Milano, Lodi, fu sede di duri combattimenti perchè ad essa aspiravano diversi contendenti.
Fin da prima del Mille in questo territorio vennero edificate dai milanesi numerose fortificazioni tra cui "Turre" che già in un documento del 1181 veniva definita "Vegia". Nello stesso documento si legge che la zona era sotto la giurisdizione dei nobili Bascapè, fondatori del luogo omonimo, che partecipavano attivamente alla vita politica e militare. Ma documenti dell'epoca citano anche le contestazioni contro i nobili Oldrato e Giovanni da Bascapè che pretendevano diritti sul territorio di Torrevecchia.
I contadini furono difesi da Folchetto della Torre che sostenne che la comunità di Torrevecchia era indipendente e capace di dirimere le controversie, senza ricorrere a giudici feudali. Tali dichiarazioni furono accolte dal console di giustizia che, riconosendo in parte l'autonomia del comune rurale di Torrevecchia, diede agli abitanti il diritto di scegliersi un rappresentante chiamato "Gastaldo". Questo console assegnò però buona parte delle entrate feudali ai nobili Bascapè, per quanto concerneva il territorio di Torrevecchia oltre all'agricoltura, caccia e pesca nel "lago morto" vicinissimo al paese ricordato ancora oggi nelle denominazione data ad una strada, Via Paltano.
Tutto ciò è testimoniato da documenti datati 1307.
Diversi territori situati nella zona di Torrevecchia, che come luogo di frontiera erano poco ambiti, divennero possedimenti del Monastero Cistercense di Chiaravalle. A testimoniare la difficile situazione politica le fonti affermano che le grange "aziende agricole di propietà dei conventi" erano circondate da fossati o fortificate.
Ma il lavoro dei monaci e di chi lavorava con loro migliorò la situazione del territorio e la fine delle contese comunali permise insediamenti più stabili.
Nel 1591 il feudo di Torrevecchia fu ceduto dai Bascapè ai Borromeo, e fece parte dei possedimenti di Federico Borromeo.
Negli anni seguenti ci furono omicidi per il possesso del territorio; nel 1620 ne divennero signori i Visconti, con Ludovico.
Da allora per un lungo periodo Torrevecchia seguì le sorti del milanese finchè entrò nella provincia di Pavia. Diversa da quella politica e più complessa è la storia della diocesi.
L'aggiunta "Pia" data dal toponimo ha due possibili cause: potrebbe essere legato al nome della famiglia dei Pio, che possedevano terreni in questo paese, altri sostengono che possa avere a che fare con il nome dell'unica figlia di Giovanni Filippo Vitalino. Questa donna fu diseredata ingiustamente e le fu tolto il feudo, a ricordo di questa ingiustizia si pensò di porre rimedio aggiungendo il nome della donna, Pia, a quello di Torrevecchia.


Informazioni tratte da: - "da dove verso dove" publicazione realizzata dalle scuole medie di Torrevecchia Pia nell'anno scolastico 97/98.
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
- Annovazzi - Biancoli, "Pavia e la sua provincia: storia, tradizioni, leggende e curiosità";
- Mario Merlo - Giuseppe Mazza, "Notizie, storia, indicazioni di Pavia e provincia", Fusi - Pavia 198







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